MASSAGGIO E RIFLESSOLOGIA PER LA FASCITE PLANTARE

Un’efficace soluzione al problema.

La fascite plantare è un’imfiammazione molto fastidiosa che colpisce il piede e che provoca un dolore acuto: richiede cura e cautele immediate da parte di chi ne soffre. Solitamente il dolore colpisce la zona calcaneare e l’arco plantare: infatti l’infiammazione riguarda il legamento arcuato del piede, chiamato anche fascia plantare. E’ una fascia fibrosa molto resistente, poco elastica, che unisce la zona plantare del calcagno con la base delle dita. La fascite plantare può essere accompagnata anche da dolore al tallone (tallonite).

I legamenti

I legamenti sono strutture connettive: hanno il compito di unire e tenere insieme. Sono solitamente molto innervate ma non sono vascolarizzate (non sono raggiunte dal sangue). Il fatto che siano ricche di nervi ha come conseguenza la particolare sensibilità e dolorosità di queste parti in caso di infiammazione, mentre l’assenza di vascolarizzazione implica che i farmaci non hanno azione diretta sulle fasce. La fascia plantare ha il compito di assorbire le sollecitazioni meccaniche provocate dal peso del corpo quando si cammina o si corre: trasmette le forze alle dita e permette di restituire una grande quantità di energia ad ogni passo, agendo con l’effetto molla, distendendosi e accorciandosi ad ogni passo del piede.

I sintomi

Il sintomo principale della fascite plantare è il dolore acuto che si può presentare al risveglio e/o dopo un riposo prolungato, quando si salgono o scendono degli scalini. Per gli sportivi può essere un dolore che sorge all’inizio dell’allenamento per poi attenuarsi, salvo poi sentirlo alla fine dell’attività fisica.

Le cause

Diversi fattori possono condizionare il funzionamento della fascia plantare che può perdere elasticità: il sovrappeso, la sollecitazione eccessiva dovuta ad attività sportiva o alla quotidianità (ad esempio trascorrendo troppe ore in piedi), i difetti anatomici quali piede piatto o piede eccessivamente cavo. Anche l’uso di calzature non adatte può rivelarsi dannoso: si dovrebbero evitare le scarpe troppo rigide, con le suole troppo sottili e senza adeguate imbottiture capaci di assorbire anche piccoli colpi. Anche chi usa i tacchi alti può soffrire di fascite plantare poichè ciò provoca l’accorciamento e la contrazione della fascia plantare. La fascite plantare colpisce con maggiore frequenza fra i 40 e 60 anni.

La diagnosi

La diagnosi dipende sicuramente dalla localizzazione del dolore e dalla sua tipologia. Solitamente si procede ad una radiografia per evidenziare eventuali lesioni o malformazioni dell’osso del calcagno. Succesivamente, nei casi dubbi, si ricorre anche alla risonanza magnetica per distiguere la fascite palntare da altre patologie che hanno sintomi simili (ad esempio: artrosi, intrappolamento dei nervi).

Le cure mediche

Il primo consiglio è stare a riposo: il che non significa il fermo assoluto ma la necessità di evitare i comportamenti o gli sforzi che possono aver generato l’infiammazione. Solitamente si prescrivono antinfiamatori ma, come detto prima, possono non essere efficaci. Si può allora intervenire con ionoforesi o con terapia infiltrativa con cortisonici (anche se si deve procedere con particolare cautela per evitare il rischio di lesionare la fascia). In fase di dolore e infiammazione acuta può essere utile applicare ghiaccio per 15-20 minuti. Spesso si consiglia di sottoporre la zone del piede a onde d’urto che possono essere benefiche per superare il dolore. In casi estremi si può ricorrere alla chirurgia: si generano piccole incisioni sulla fascia plantare con l’obiettivo di rilasciare e allungare le fibre. Nel caso ci siano anomalie del piede è necessario correggerle con plantari specifici. Solitamente sono necessari tra 1 mese e 1 anno perchè le cure sanitarie abbiano effetto.

Il massaggio e la riflessologia plantare

L’intervento sul piede con Massaggio e Riflessologia plantare è certamente una delle soluzioni più naturali e benefiche per affrontare il problema della fascite plantare. E’ necessario considerare che antinfiammatori e cortisonici “asciugano” le fibre, seccando la loro fisiologica umidità, e ne possono ridurre l’elasticità. Il massaggio del piede, oltre ad essere particolarmente piacevole e rilassante, riesce a raggiungere le fibre con tocchi leggeri e morbidi che ne riducono la contrazione e ne favoriscono l’allungamento. La mobilizzazione delle articolazioni ha l’obiettivo di liberare il piede dalle tensioni che si generano nel resto del piede come conseguenza della fascite plantare oltre a contribuire al miglioramento della postura. La fascite infatti può essere anche conseguenza di contrazioni della catena muscolare posteriore: una schiena che sta vivendo un’eccessivo stress/sovraccarico/contrazione può indurre a posture scorrette alle quali il piede cerca di dare soluzione.

 

IMPORTANTE: le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica.

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